Alexander Lowen - Il Linguaggio del Corpo

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Feltrinelli, Ottobre 2013, pp. 352

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L'autore rintraccia il limite della psicoanalisi nell'esclusiva attenzione riservata al livello mentale e verbale. Anche le pose, l'atteggiamento, il gesto costituiscono invece materiale ugualmente valido per l'indagine analitica. E' ciò che si propongono analisi e terapia bioenergetiche: lo studio unitario, appunto, di mente e corpo del paziente.
La psicoanalisi così com'è praticata si limita a studiare il disturbo emotivo e spesso lascia paziente e analista insoddisfatti: manca l'anello che congiunge turbe emozionali e fisicità.
Lowen ci introduce alle teorie e alle tecniche bioenergetiche e codifica il "linguaggio del corpo". Nelle posture e nell'atteggiamento che assume in ogni suo gesto, il corpo parla infatti un linguaggio che trascende l'espressione verbale.
L'individuo è un'unità, non scissa in mente e corpo, e studiare come si esprime un individuo significa osservare la sua motilità, ossia la manifestazione dell'emozione.
Le tecniche dell'analisi e della terapia bioenergetiche consentono di curare il paziente nel suo complesso, perché permettono al terapeuta di analizzare non solo il problema psicologico, come farebbe qualsiasi analista, ma anche l'espressione fisica del problema stesso.
E dalla doppia attenzione, verbale e corporea, deriva la possibilità di instaurare una relazione più ampia e profonda.L'osservazione delle diverse reazioni corporee e delle emozioni a esse collegate può diventare uno strumento altrettanto valido dei sogni, dei lapsus e della libera associazione.
Non è la mente che va in collera né il corpo che colpisce: è l'individuo nella sua totalità che si esprime.

Alexander Lowen, medico e psicanalista è stato direttore dell'Institute for Bioenergetic Analysis di New York. Paziente ed allievo di Reich, coniò il termine di "bioenergia".
Lowen allargò gli scopi del lavoro sul corpo ed introdusse il lavoro bioenergetico a casa.
Anziché limitarsi alla sola pressione e manipolazione delle tensioni muscolari croniche, egli fece uso di alcune posizioni di stress che potevano aiutare queste tensioni a rilasciarsi. La prova evidente di questo ammorbidimento delle tensioni era l'insorgere, nei muscoli, di una fine vibrazione.
Lowen poté quindi osservare come i blocchi muscolari impedivano il libero scorrere dell'energia. Per esempio, un diaframma cronicamente contratto, come una strettoia, interrompeva l'onda respiratoria, provocando una respirazione superficiale. Come risultato diminuiva l'apporto di ossigeno ed il livello energetico calava. Questo modo superficiale di respirare è uno dei sistemi che noi usiamo per controllare le nostre emozioni. Per aiutare i pazienti a respirare meglio Alexander Lowen inventò il cavalletto bioenergetico.

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